Mercoledì, 19 Aprile 2006 - 00:29 - 2460 Letture
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Si intitola "The Da Vinci Code: Quest on Google", è online da lunedì mattina e può essere giocato direttamente dalla homepage del motore di ricerca di Mountain View. Ma non è un videogioco convenzionale.
"Quest on Google" è quello che si definisce un Alternate Reality Game, ovvero un gioco che ricrea una realtà alternativa, come quella di un romanzo, da vivere a metà tra il "mondo di gioco" e il mondo esterno. In questo caso, la vicenda è un mistero in puro stile Dan Brown, e i luoghi da esplorare per venirne a capo sono la homepage (personalizzata) di Google e la grande Rete.
Sviluppato da Columbia Tristar per promuovere l'adattamento cinematografico del romanzo, in uscita il prossimo 19 maggio, il gioco proporrà, per ventiquattro giorni dal 17 aprile, una serie di enigmi logici e visivi in linea con le vicende narrate nel Codice da Vinci, da risolvere, in alcuni casi, navigando in rete e raccogliendo gli indizi disseminati dagli ideatori. Un piccolo universo ludico alternativo, come si conviene al genere, fatto di puzzle più o meno convenzionali, siti web costruiti ad hoc, testi e immagini da interpretare, come in un vero e proprio gioco investigativo online.
Il prossimo 11 maggio, per i primi diecimila giocatori che avranno risolto tutti i ventiquattro enigmi, uno al giorno, si aprirà l'accesso alla fase finale. Per gli utenti italiani, però, nessun premio in vista, dato che il concorso è riservato ai residenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia. Ma la risoluzione dei puzzle rimane aperta a tutti. E, inutile dirlo, in rete hanno già esordito i primi siti dedicati su cui scambiarsi suggerimenti e soluzioni. Appoggiandosi alla homepage di Google, "Quest on Google" può contare su un target di giocatori senza precedenti per un Alternate Reality Game (ARG). Una consacrazione, a suo modo, per un fenomeno esploso negli ultimi anni e che rappresenta oggi un nuovo modo di fare promozione online, a metà tra l'advergaming (il videogioco pubblicitario) e il marketing virale.
Solo due anni fa era stata Activision a sperimentare la stessa soluzione, ma in forma ridotta, proponendo Last Call Poker, un ARG sviluppato per promuovere l'uscita del videogioco Gun, e basato sul poker online e su incontri dal vivo tra i giocatori, che si svolsero in quel caso in alcuni cimiteri del Nord America. Sempre nel 2004, Microsoft aveva scelto invece di promuovere un altro videogioco, precisamente Halo 2, per mezzo del sito I Love Bees, attraverso il quale gli organizzatori avevano ricreato una realtà alternativa in stile Guerra dei Mondi, fatta di indizi online e di telefonate reali ai telefoni pubblici degli Stati Uniti.
Note: http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=30&ID_articolo=436&tp=C |
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