
Versione 2.2.1, 18 luglio 1999
Traduzione di Federico Cossu (f.cossu@trident.nettuno.it), flug-firenze.
1. Preambolo
Parole-chiave: DNS, bind, bind-4, bind-8, named, dialup, ppp, slip, isdn, Internet,
domain, name, hosts, resolving, caching.
Questo documento fa parte del Linux Documentation Project.
1.1. Note legali
(C)opyright 1995-1999 Nicolai Langfeldt. Do not modify without amending copyright,
distribute freely but retain copyright message.
(C)opyright 1995-1999 Nicolai Langfeldt. Non modificare senza emendare il copyright,
si può distribuire liberamente ma includendo il messaggio di copyright.
1.2. Crediti e richieste di aiuto
Voglio ringraziare Arnt Gulbrandsen al quale ho provocato qualche disagio a
causa di questo lavoro e che ha provveduto a fornire utili suggerimenti. Voglio
anche ringraziare le numerose persone che mi hanno mandato in email suggerimenti
e note.
Questo non sarà mai un documento finito. Vi prego di mandarmi delle email se
avete incontrato problemi o successi, questo contribuirà a migliorare l'HOWTO.
Così vi prego di mandare commenti e/o domande o soldi a janl@math.uio.no. Nel
caso in cui mandaste delle email e attendiate delle risposte per favore assicuratevi
che il return-address sia corretto e operatvo. Inoltre, per favore leggete la
lezione ``Domande e risposte'' prima di scrivermi. Un'altra cosa, comprendo
solo il norvegese e l'inglese.
Se vi venisse in mente di tradurre questo HOWTO fatemelo sapere in modo che
possa tener traccia delle lingue in cui è stato pubblicato, e in modo che possa
avvisarvi quando l'HOWTO è stato aggiornato.
1.3. Dediche
Questo HOWTO è dedicato a Anne Line Norheim Langfeldt. Anche se lei non lo leggerà
mai poiché non è quel tipo di ragazza.
2. Introduzione
DNS è il Domain Name System. DNS converte i nomi delle macchine negli indirizzi
IP che queste macchine hanno nella rete. In pratica fa corrispondere i nomi
agli indirizzi e viceversa, e in più fa qualche altra cosa. Questo HOWTO spiega
come definire questa corrispondenza (mapping) usando un sistema Linux. Il "mapping"
è semplicemente un'associazione tra due cose, in questo caso si tratta del nome
di una macchina, come ftp.linux.org, e il numero IP (o indirizzo) della stessa
macchina 199.249.150.4.
DNS è, per i non iniziati (voi ;-), una delle aree più opache dell'amministrazione
di rete. Questo HOWTO cercherà di rendere più chiare alcune cose. Esso descrive
come impostare un semplice name server DNS. Partendo da un server "caching only"
per poi avviarsi all'impostazione di un server DNS primario per un dominio.
Per configurazioni più complesse date uno sguardo alla sezione ``Domande e Risposte''
di questo documento. Se non fosse descritto qui avrete bisogno di leggere la
Vera Documentazione. Tornerò più tardi su in che cosa consista questa Vera Documentazione
nell'``ultimo capitolo''
Prima che cominciate dovrete configurare la vostra macchina in modo che possa
fare "telnet" dentro e fuori di essa, e che possa connettersi con successo alla
rete, e in particolar modo dovreste poter fare telnet 127.0.0.1 e ottenere la
vostra stessa macchina (provate subito!). Avrete anche bisogno di un buon /etc/nsswitch.conf
(oppure /etc/host.conf), e dei file /etc/resolv.conf e /etc/hosts come punto
di partenza, finché non spiegherò la loro funzione. Se non avete già tutto questo
impostato e funzionante il NET-3-HOWTO e il PPP-HOWTO spiegano come farlo. Leggeteli.
Quando dico "la vostra macchina" intendo la macchina sulla quale state cercando
di impostare il DNS. Nessun'altra macchina che potreste avere è coinvolta nel
vostro lavoro.
Assumerò che non siate dietro un qualche tipo di firewall che blocca le richieste
di nomi. Se invece lo siete, avrete bisogno di una speciale configurazione.
Guardate la sezione ``Domande e Risposte''.
Il servizio di risoluzione dei nomi su Unix è fatto da un programma chiamato
named. Questo fa parte del pacchetto ``bind'' che è coordinato da Paul Vixie
dell'Internet Software Consortium. Named è incluso in molte distribuzioni Linux
e usualmente è installato come /usr/sbin/named. Se avete named probabilmente
potrete usarlo; se non l'avete potrete prendere i binari da un qualunque sito
ftp su Linux, altrimenti prenderete i più recenti e grandiosi sorgenti da ftp.isc.org:/isc/bind/src/cur/bind-8/.
Questo HOWTO è riferito alla versione 8 di bind. Le vecchie versioni dell'HOWTO
che riferiscono a bind 4 sono ancora disponibili presso http://www.math.uio.no/~janl/DNS/
nel caso utilizzaste bind 4. Se la man page di named fa riferimento (per precisione
alla fine, nella sezione FILES) a named.conf avete bind 8, se fa riferimento
a named.boot avete bind 4. Se avete il 4 e siete coscienti del problema sicurezza
dovreste aggiornare alla versione 8.
DNS è un database distribuito sulla rete (net-wide). Fate attenzione a cosa
ci metterete dentro. Se ci metterete spazzatura, voi e gli altri ne ricaverete
solo quella. Mantenete il vostro DNS snello e consistente e così otterrete un
buon servizio da esso. Imparate ad usarlo, ad amministrarlo, a risolverne eventuali
problemi, e diventerete un altro buon amministratore che impedisce alla rete
di cadere sulle proprie ginocchia a causa della cattiva manutenzione.
In questo documento dichiaro nettamente una manciata di cose che non sono prorpio
corrette (sono comunque delle mezze verità). Tutto ciò nell'interesse della
semplificazione. Le cose, probabilmente ;-) funzioneranno se crederete a quello
che dico. Suggerimento: Fate una copia di backup di tutti i file che vi chiederò
di modificare e che già avete, cosicché possiate tornare operativi dopo aver
visto che nulla funzionava.
3. Un name server caching only
Una prima pugnalata alla configurazione del DNS, molto utile per gli utenti
dial-up
Un name server caching only troverà le risposte alle richieste di nomi e ricorderà
le risposte quando la prossima volta ne avrete bisogno. Questo abbrevierà ignficativamente
il tempo di attesa per le volte successive, specialmente se avete una connessione
lenta.
Prima di tutto vi occorre un file chiamato /etc/named.conf. Questo viene letto
quando named parte. Per adesso dovrebbe contenere semplicemente:
______________________________________________________________________
// File di configurazione per un name server caching only
options {
directory "/var/named";
// Decommentatare questa cosa potrebbe aiutare se di deve passare
// attraverso un firewall e le cose non funzionano bene
// query-source port 53;
};
zone "." {
type hint;
file "root.hints";
};
zone "0.0.127.in-addr.arpa" {
type master;
file "pz/127.0.0";
};
______________________________________________________________________
La linea `directory' dice a named dove guardare per i file. Tutti i file nominati
in seguito saranno relativi a questa directory. Perciò pz è una directory sotto
/var/named, ovvero /var/named/pz. /var/named è la giusta directory in accordo
con il Linux File system Standard.
In questo è citato il file chiamato /var/named/root.hints. /var/named/root.hints
dovrebbe contenere questo: (Se avete intenzione di fare copia e incolla di questo
file da una versione elettronica di questo documento per favore notate che non
ci devono essere spazi vuoti all'inizio del file, ovvero tutte le linee devono
cominciare con un carattere non-blank (non deve essere il carattere "spazio").
Alcuni software per il processing dei documenti inseriranno spazi all'inizio
delle linee, causando confusione. In questo caso rimuovete i 2 spazi vuoti iniziali)
______________________________________________________________________
;
; There might be opening comments here if you already have this file.
; If not don't worry.
;
. 6D IN NS G.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS J.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS K.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS L.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS M.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS A.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS H.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS B.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS C.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS D.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS E.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS I.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS F.ROOT-SERVERS.NET.
G.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.112.36.4
J.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 198.41.0.10
K.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 193.0.14.129
L.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 198.32.64.12
M.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 202.12.27.33
A.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 198.41.0.4
H.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 128.63.2.53
B.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 128.9.0.107
C.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.33.4.12
D.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 128.8.10.90
E.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.203.230.10
I.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.36.148.17
F.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.5.5.241
______________________________________________________________________
Questo file descrive i root name server nel mondo. Esso cambia col tempo e deve
essere aggiornato se necessario. Leggete la sezione ``Manutenzione'' per sapere
come fare.
La sezione successiva in named.conf è l'ultima zone. Spiegherò il suo utilizzo
nell'ultimo capitolo, per adesso create solo un file chiamato 127.0.0 nella
subdirectory pz: (Ancora, se fate copia e incolla rimuovete gli spazi iniziali)
______________________________________________________________________
@ IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
1 ; Serial
8H ; Refresh
2H ; Retry
1W ; Expire
1D) ; Minimum TTL
NS ns.linux.bogus.
1 PTR localhost.
______________________________________________________________________
Poi, avrete bisogno di un /etc/resolv.conf che somiglia vagamente a questo:
(togliete gli spazi!)
______________________________________________________________________
search sottodominio.proprio-dominio.edu proprio-dominio.edu
nameserver 127.0.0.1
______________________________________________________________________
La linea `search' specifica su quali domini deve avvenire la ricerca per ogni
nome di host al quale volete collegarvi. La linea nameserver specifica l'indirizzo
del vostro nameserver, in questo caso la vostra stessa macchina poiché è qui
che named lavora (127.0.0.1 è corretto, non importa se la macchina ha già un
altro indirizzo). Se volete
inserire più name server mettete una linea `nameserver' per ognuno di essi.
(Nota: named non legge mai questo file, il risolutore che usa named invece sì.)
Vediamo cosa fa questo file: se un client cerca la macchina pippo, allora il
primo tentativo che verrà fatto sarà pippo.sottodominio.proprio-dominio.edu,
poi pippo.proprio-dominio.edu e infine pippo. Se un client cerca sunsite.unc.edu,
il primo tentativo sarà sunsite.unc.edu.sottodominio.proprio-dominio.edu, poi
sunsite.unc.edu.proprio-dominio.edu e infine sunsite.unc.edu. Potreste non voler
mettere troppi domini nella linea di ricerca, si impiega del tempo a provarli
tutti.
L'esempio assume che voi facciate parte del dominio sottodominio.proprio-dominio.edu,
quindi, probabilmente, la vostra macchina sarà propria- macchina.sottodominio.proprio-dominio.edu.
La linea di ricerca non dovrebbe contenere il vostro TLD (Top Level Domain,
`edu' in questo caso). Se avete spesso bisogno di collegarvi a host in un altro
dominio, potete aggiungere questo dominio in una linea di ricerca come questa:
(Ricordate di togliere gli spazi iniziali, se presenti)
______________________________________________________________________
search sottodominio.proprio-dominio.edu proprio-dominio.edu altro-dominio.com
______________________________________________________________________
e così via. Ovviamente dovrete metterci domini reali. Per favore notate l'assenza
del punto alla fine dei nomi di dominio. Questo è importante.
In seguito, a seconda della versione di libc che avete ci sarà bisogno di sistemare
/etc/nsswitch.conf o /etc/host.conf. Se avete già nsswitch.conf sarà questo
che sistemerete, altrimenti sarà host.conf.
/etc/nsswitch.conf
Questo è un grosso file che specifica dove ottenere diversi tipi di dati, da
quale file o database. Solitamente all'inizio contiene utili commenti, che dovreste
leggere. Poi cercate la linea che comincia per `hosts:', si dovrebbe leggere:
______________________________________________________________________
hosts: files dns
______________________________________________________________________
(avete ricordato cosa fare degli eventuali spazi iniziali, vero? non lo dirò
più.)
Se non ci fosse una tale linea (che comincia per `hosts:') dovrete metterla.
Questa linea dice che i programmi devono per prima cosa guardare nel file /etc/hosts,
dopo devono usare il DNS in accordo con resolv.conf.
/etc/host.conf
Probabilmente contiene numerose linee, una di queste dovrebbe cominciare con
order e somigliare a questa:
______________________________________________________________________
order hosts,bind
______________________________________________________________________
Se la linea `order' non ci fosse la dovrete aggiungere. Questa linea dice alle
routine predisposte alla risoluzione dei nomi che devono per prima cosa guardare
nel file /etc/hosts, dopo devono chiedere al name server (che voi avete indicato
in resolv.conf all'indirizzo 127.0.0.1).
3.1. Far partire named
Adesso è ora di far partire named. Se state usando una connessione dial-up,
per prima cosa collegatevi. Fate `ndc start', e premete return, senza opzioni.
Se non funziona provate `/usr/sbin/ndc start'. Se non va leggete la sezione
``Domande e Risposte''. Se andate a leggere il file che contiene il log di sistema
(usualmente chiamato /var/adm/messages, controllate anche la directory /var/log
e un altro file da controllare in questa è syslog) quando named parte (fate
tail -f /var/log/messages) dovreste leggere qualcosa di simile a:
(le linee che terminano per continuano sulla linea successiva)
Feb 15 01:26:17 roke named[6091]: starting. named 8.1.1 Sat Feb 14
00:18:20 MET 1998 ^Ijanl@roke.uio.no:/var/tmp/bind-8.1.1/src/bin/named
Feb 15 01:26:17 roke named[6091]: cache zone "" (IN) loaded (serial 0)
Feb 15 01:26:17 roke named[6091]: master zone "0.0.127.in-addr.arpa"
(IN) loaded (serial 1)
Feb 15 01:26:17 roke named[6091]: listening [127.0.0.1].53 (lo)
Feb 15 01:26:17 roke named[6091]: listening [129.240.230.92].53 (ippp0)
Feb 15 01:26:17 roke named[6091]: Forwarding source address is [0.0.0.0].1040
Feb 15 01:26:17 roke named[6092]: Ready to answer queries.
Se ci sono messaggi d'errore significa che c'è un problema. Named dirà il nome
del file scorretto (uno tra named.conf e root.hints spero :-)). Uccidete named
e tornate indietro per controllare quel file.
Adesso potete testare la vostra configurazione. Usate nslookup per esaminare
il vostro lavoro.
$ nslookup
Default Server: localhost
Address: 127.0.0.1
Se corrisponde a quello che vedete significa che sta funzionando. Altrimenti
tornate indietro e ricontrollate tutto. Ogni volta che cambiate il file named.conf
dovete far ripartire named con il comando ndc restart.
Adesso potete immettere una interrogazione (query). Cercate di fare il look-up
di macchine vicine a voi. pat.uio.no è vicina a me, all'università di Oslo:
> pat.uio.no
Server: localhost
Address: 127.0.0.1
Name: pat.uio.no
Address: 129.240.130.16
nslookup adesso ha chiesto al vostro named di cercare la macchina pat.uio.no.
Poi contatta una delle macchine name server indicate nel file root.hints, e
chiede loro la strada per arrivarci. Potrebbe essere necessario un po' di tempo
prima che sia disponibile il risultato, come potrebbe essere necessario cercare
in tutti i domini elencati in /etc/resolv.conf.
Se lo chiederete nuovamente otterrete questo:
> pat.uio.no
Server: localhost
Address: 127.0.0.1
Non-authoritative answer:
Name: pat.uio.no
Address: 129.240.2.50
Notate la linea ``Non-authoritative answer:'' che abbiamo ottenuto questa volta.
Significa che named non è uscito sulla rete per fare la richiesta: l'informazione
era già nella cache. Ma questa informazione (memorizzata nella cache) potrebbe
essere non aggiornata (scaduta). Verrete informati di questa possibilità (molto
piccola) con il messaggio `Non-authorative answer:'. Quando nslookup risponde
in questo modo alla seconda richiesta per uno stesso host è sicuro che named
ha messo nella cache l'informazione e che sta funzionando. Si esce da nslookup
dando il comando `exit'.
3.2. Migliorarlo ancora
Nelle reti grosse, ben organizzate, accademiche o relative a ISP (Internet Service
Provider) scoprirete che a volte le persone che lavorano sulla rete mettono
a punto una gerarchia di impiego dei server DNS, che aiuta ad alleggerire il
carico sulla rete interna e sui server esterni. Non è facile capire se vi trovate
dentro o fuori una rete. Comunque non è importante e usando il server DNS del
vostro provider come ``forwarder'' farete in modo che le risposte alle vostre
richieste siano più veloci e meno pesanti per la vostra rete. Se usate un modem
questa può essere una piccola vittoria. Tanto per fare un esempio assumeremo
che il vostro provider di rete (network
provider) abbia due name server e che voglia farveli usare, con numeri IP 10.0.0.1
e 10.1.0.1. Allora nel vostro file named.conf, all'interno della sezione d'apertura
chiamata ``options'' inserite queste linee:
______________________________________________________________________
forward first;
forwarders {
10.0.0.1;
10.1.0.1;
};
______________________________________________________________________
C'è anche un trucco carino per le macchine dial-up che usano i forwarder, è
descritto nella sezione ``Domande e Risposte''.
Fate ripartire il vostro name server e testatelo con nslookup. Dovrebbe funzionare
bene.
3.3. Congratulazioni
Adesso sapete come impostare una versione con cache di named. Prendetevi una
birra, del latte o qualunque cosa vi piaccia per celebrare l'evento.
4. Un semplice dominio
4.1. Ma prima un po' di teoria
Prima di iniziare veramente con questa sezione vi proporrò un po' di teoria
e un esempio su come il DNS lavora. E voi dovrete leggerlo perché vi sarà utile.
Se non ne avete voglia dovrete almeno dargli uno sguardo veloce. Fate invece
attenzione alle parti che dovrebbero andare nel vostro file named.conf.
DNS è un sistema gerarchico, strutturato ad albero. L'apice è indicato come
`.' e pronunciato `root'. Al di sotto di . c'è un gran numero di Top Level Domains
(TLD), i più noti sono ORG, COM, EDU and NET, ma ce ne sono molti altri. Proprio
come in un albero esso ha la radice e si dirama verso l'esterno. Se avete qualche
conoscenza d'informatica
riconoscerete nel DNS un albero di ricerca, e scoprirete nodi, nodi-foglia e
spigoli.
Quando comincia la ricerca di una macchina la richiesta procede ricorsivamente
nella gerarchia, iniziando dall'apice. Se volete trovare prep.ai.mit.edu il
vostro name server dovrà prima scoprire quale name server gestisce edu. Esso
dunque chiede a uno dei . server (sa già quali sono i server . , è a questo
che serve il file root.hints), e il . fornisce una lista dei server edu:
$ nslookup
Default Server: localhost
Address: 127.0.0.1
Iniziate a interrogare un name server:
> server c.root-servers.net.
Default Server: c.root-servers.net
Address: 192.33.4.12
Impostate il tipo di interrogazione (query type) su NS (name server records):
> set q=ns
interrogate su edu:
> edu.
Il . finale qui è significativo, dice a nslookup che la nostra richiesta è relativa
a edu è direttamente sotto a . (e non sotto un altro dominio presente nel search,
questo velocizza la ricerca)
edu nameserver = A.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = H.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = B.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = C.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = D.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = E.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = I.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = F.ROOT-SERVERS.NET
edu nameserver = G.ROOT-SERVERS.NET
A.ROOT-SERVERS.NET internet address = 198.41.0.4
H.ROOT-SERVERS.NET internet address = 128.63.2.53
B.ROOT-SERVERS.NET internet address = 128.9.0.107
C.ROOT-SERVERS.NET internet address = 192.33.4.12
D.ROOT-SERVERS.NET internet address = 128.8.10.90
E.ROOT-SERVERS.NET internet address = 192.203.230.10
I.ROOT-SERVERS.NET internet address = 192.36.148.17
F.ROOT-SERVERS.NET internet address = 192.5.5.241
G.ROOT-SERVERS.NET internet address = 192.112.36.4
Questo significa che tutti i server ROOT-SERVERS.NET risolvono EDU., così potremo
interrogare uno qualunque di essi. Continueremo a usare il C. Adesso vogliamo
sapere chi risolve il prossimo livello del nostro nome di dominio: mit.edu.:
> mit.edu.
Server: c.root-servers.net
Address: 192.33.4.12
Non-authoritative answer:
mit.edu nameserver = W20NS.mit.edu
mit.edu nameserver = BITSY.mit.edu
mit.edu nameserver = STRAWB.mit.edu
Authoritative answers can be found from:
W20NS.mit.edu internet address = 18.70.0.160
BITSY.mit.edu internet address = 18.72.0.3
STRAWB.mit.edu internet address = 18.71.0.151
steawb, w20ns e bitsy risolvono mit.edu, ne sceglieremo uno e lo interrogheremo
sul prossimo livello ancora: ai.mit.edu:
> server W20NS.mit.edu.
I nomi di host non sono case sensitive, ma io uso il mouse per tagliare e incollare
così come vengono dallo schermo.
Server: W20NS.mit.edu
Address: 18.70.0.160
> ai.mit.edu.
Server: W20NS.mit.edu
Address: 18.70.0.160
Non-authoritative answer:
ai.mit.edu nameserver = ALPHA-BITS.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = GRAPE-NUTS.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = TRIX.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = MUESLI.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = LIFE.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = BEET-CHEX.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = MINI-WHEATS.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = COUNT-CHOCULA.AI.MIT.EDU
ai.mit.edu nameserver = MINTAKA.LCS.MIT.EDU
Authoritative answers can be found from:
AI.MIT.EDU nameserver = ALPHA-BITS.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = GRAPE-NUTS.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = TRIX.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = MUESLI.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = LIFE.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = BEET-CHEX.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = MINI-WHEATS.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = COUNT-CHOCULA.AI.MIT.EDU
AI.MIT.EDU nameserver = MINTAKA.LCS.MIT.EDU
ALPHA-BITS.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.32.5
GRAPE-NUTS.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.36.4
TRIX.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.37.6
MUESLI.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.39.7
LIFE.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.32.80
BEET-CHEX.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.32.22
MINI-WHEATS.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.54.11
COUNT-CHOCULA.AI.MIT.EDU internet address = 128.52.38.22
MINTAKA.LCS.MIT.EDU internet address = 18.26.0.36
Quindi muesli.ai.mit.edu è un nameserver per ai.mit.edu:
> server MUESLI.AI.MIT.EDU
Default Server: MUESLI.AI.MIT.EDU
Address: 128.52.39.7
Adesso cambio il tipo di interrogazione (query): abbiamo trovato il name server
e quindi vogliamo chiedere tutto ciò che muesli sa a proposito di prep.ai.mit.edu.
> set q=any
> prep.ai.mit.edu.
Server: MUESLI.AI.MIT.EDU
Address: 128.52.39.7
prep.ai.mit.edu CPU = dec/decstation-5000.25 OS = unix
prep.ai.mit.edu
inet address = 18.159.0.42, protocol = tcp
ftp telnet smtp finger
prep.ai.mit.edu preference = 1, mail exchanger = gnu-life.ai.mit.edu
prep.ai.mit.edu internet address = 18.159.0.42
ai.mit.edu nameserver = beet-chex.ai.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = alpha-bits.ai.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = mini-wheats.ai.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = trix.ai.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = muesli.ai.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = count-chocula.ai.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = mintaka.lcs.mit.edu
ai.mit.edu nameserver = life.ai.mit.edu
gnu-life.ai.mit.edu internet address = 128.52.32.60
beet-chex.ai.mit.edu internet address = 128.52.32.22
alpha-bits.ai.mit.edu internet address = 128.52.32.5
mini-wheats.ai.mit.edu internet address = 128.52.54.11
trix.ai.mit.edu internet address = 128.52.37.6
muesli.ai.mit.edu internet address = 128.52.39.7
count-chocula.ai.mit.edu internet address = 128.52.38.22
mintaka.lcs.mit.edu internet address = 18.26.0.36
life.ai.mit.edu internet address = 128.52.32.80
E così partendo da . abbiamo scoperto i name server successivi per ogni livello
nel nome di dominio. Se usavate il vostro server DNS invece di tutti questi
altri, il vostro named avrebbe naturalmente messo nella propria cache tutte
le informazioni trovate durante la ricerca, e per un bel pezzo non le avrebbe
più richieste.
Nell'analogo albero ogni ``.'' del nome rappresenta un punto di diramazione.
E le parti che stanno tra i ``.'' sono i nomi dei singoli rami dell'albero.
Abbiamo scalato l'albero scegliendo un nome a piacere (prep.ai.mit.edu), prima
abbiamo scoperto la radice (.) e poi siamo andati alla ricerca del prossimo
ramo da scalare, nel nostro caso edu. Una volta trovato questo, l'abbiamo scalato
passando per il server che conosceva questa parte di nome. Dopo abbiamo ricercato
il ramo mit sopra il ramo edu (per avere mit.edu) e abbiamo scalato anch'esso
sfruttando il server che conosceva mit.edu. Ancora, abbiamo cercato ai.mit.edu
come prossimo ramo, e per scalarlo abbiamo sfruttato il server che lo conosceva.
Adesso siamo arrivati al giusto server, al giusto punto di diramazione. L'ultimo
passo da fare è scoprire prep.ai.mit.edu, ma è molto semplice. In informatica
solitamente si dice che prep è una foglia dell'albero.
Un dominio poco discusso in precedenza è in-addr.arpa. Anch'esso è gestito come
i domini normali. in-addr.arpa ci permette di ricavare il nome dell'host quando
abbiamo il suo indirizzo. Una cosa importante da notare qua è che gli indirizzi
IP sono scritti in ordine inverso nel dominio in-addr.arpa. Se avete un indirizzo
di una macchina:
192.128.52.43 named procede come nell'esempio prep.ai.mit.edu: scopre il server
arpa.. Scopre il server in-addr.arpa., scopre il server 192.in-addr.arpa., scopre
il server 128.192.in-addr.arpa., scopre il server 52.128.192.in-addr.arpa..
Scopre i record richiesti per ricavare il nome di 43.52.128.192.in-addr.arpa..
Geniale ehh?? (dite `Sì') Tuttavia, a livello teorico, la conversione dei numeri
potrà risultare difficoltosa per anni.
Ho detto una bugia. DNS non funziona precisamente come ho descritto.
Ma comunque in maniera simile a questa.
4.2. Il nostro dominio
Adesso definiremo il nostro dominio. Stiamo per creare il dominio linux.bogus
e per definire le macchine in esso. Utilizzo nomi di dominio completamente fasulli
per essere sicuro di non disturbare nessuno. (Nessuno là fuori.)
Un'ultima cosa prima di iniziare: non tutti i caratteri sono permessi nei nomi
degli host. Siamo limitati ai caratteri dell'alfabeto inglese: a-z, numeri:
0-9 e al carattere '-' (dash, trattino). Ricordatevelo. Maiuscole e minuscole
hanno lo stesso valore per il DNS, così pat.uio.no è identico a Pat.UiO.No.
Abbiamo già iniziato questa parte con questa linea in named.conf:
______________________________________________________________________
zone "0.0.127.in-addr.arpa" {
type master;
file "pz/127.0.0";
};
______________________________________________________________________
Per favore notate in questo file l'assenza del `.' alla fine dei nomi del dominio.
Questo significa che ora definiremo la zona 0.0.127.in-addr.arpa, che siamo
il master server per essa e che essa è descritta nel file chiamato pz/127.0.0.
Abbiamo già impostato questo file:
______________________________________________________________________
@ IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
1 ; Serial
8H ; Refresh
2H ; Retry
1W ; Expire
1D) ; Minimum TTL
NS ns.linux.bogus.
1 PTR localhost.
______________________________________________________________________
Per favore notate in questo file il `.' alla fine di tutti i nomi di dominio
completi, in contrasto col file named.conf di prima. Alcune persone hanno l'abitudine
di iniziare ogni file relativo a una zona con una direttiva $ORIGIN, ma questo
è superfluo. L'origine (che appartiene alla gerarchia del DNS) di un file zona
è specificata nella sezione delle zone nel file named.conf, in questo caso è
0.0.127.in-addr.arpa.
Questo `file di zona' contiene 3 `record di risorse' (RR): un RR SOA, un RR
NS e un RR PTR. SOA è l'acronimo di Start Of Authority (Inizio dell'Autorità).
La `@' è una notazione speciale che indica l'origine, e poiché la colonna `dominio'
di questo file dice 0.0.127.in-addr.arpa la prima linea in realtà significa:
0.0.127.in-addr.arpa. IN SOA ...
NS è il RR Name Server. Non c'è la '@' all'inizio di questa linea: è implicita
perché l'ultima linea comincia con la '@'. Questo fa risparmiare un po' di battute
sulla tastiera. In questo modo la line NS può essere scritta:
0.0.127.in-addr.arpa. IN NS ns.linux.bogus
Essa dice al DNS quale macchina è il name server per il dominio 0.0.127.in-addr.arpa:
è appunto ns.linux.bogus. È consuetudine associare a `ns' la parola name server,
analogamente ai web server che di solito sono associati a www.qualcosa; il nome
può però essere qualunque.
E alla fine il record PTR dice che l'host all'indirizzo 1 nella sottorete tt/0.0.127.in-addr.arpa/,
ovvero 127.0.0.1 è chiamato localhost.
Il record SOA è il preambolo di tutti i file di zona, e deve esisterne esattamente
uno in ogni file di zona. Questo record descrive la zona, da dove esso viene
(una macchina chiamata ns.linux.bogus), chi è responsabile per i suoi contenuti
(hostmaster@linux.bogus, dovrete inserire il vostro indirizzo e-mail qui), quale
è la versione del file di zona (serial: 1), e altre cose che riguardano il server
DNS secondario o quello che fa da cache. Per il resto dei campi (refresh, retry,
expire e minimum) usate pure i valori indicati in questo HOWTO e sarete a posto.
Adesso fate ripartire named (il comando è ndc restart) e usate nslookup per
esaminare cosa avete fatto:
$ nslookup
Default Server: localhost
Address: 127.0.0.1
> 127.0.0.1
Server: localhost
Address: 127.0.0.1
Name: localhost
Address: 127.0.0.1
si ottiene localhost da 127.0.0.1, bene. Ora per il nostro scopo principale,
il dominio linux.bogus, inserite una nuova 'zona' in named.conf:
______________________________________________________________________
zone "linux.bogus" {
notify no;
type master;
file "pz/linux.bogus";
};
______________________________________________________________________
Notate ancora l'assenza del `.' finale nel nome del dominio nel file named.conf.
Nel file di zona linux.bogus metteremo dei dati completamente fasulli:
______________________________________________________________________
;
; File di zona per linux.bogus
;
; File di zona completo
;
@ IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
199802151 ; numero di serie, data di oggi + # di serie di oggi
8H ; refresh, secondi
2H ; retry, secondi
1W ; expire, secondi
1D ) ; minimum, secondi
;
NS ns ; Indirizzo Inet del name server
MX 10 mail.linux.bogus ; Mail Exchanger Primario
MX 20 mail.friend.bogus. ; Mail Exchanger Secondario
;
localhost A 127.0.0.1
ns A 192.168.196.2
mail A 192.168.196.4
______________________________________________________________________
Bisogna notare due cose a proposito del record SOA. ns.linux.bogus deve essere
una macchina effettiva con un record A. Non è legale avere un record CNAME per
la macchina indicata nel record SOA. Il suo nome non deve essere per forza `ns',
può essere un qualsiasi nome legale di host. La seconda cosa, hostmaster.linux.bogus
deve essere interpretato come hostmaster@linux.bogus, questo dovrà essere un
alias per un indirizzo email vero, o una mailbox, purché la/le persona/e che
mantengono il DNS leggano la posta frequentemente. Ogni mail che riguarda il
dominio sarà spedita all'indirizzo indicato in questo record. Il nome non deve
essere per forza `hostmaster', potrà essere un normale indirizzo email, di solito
ci si aspetta che `hostmaster' funzioni a dovere (cioè che la posta indirizzata
ad esso arrivi da qualche parte).
C'è un nuovo tipo di RR in questo file, MX o RR Mail eXchanger. Esso indica
ai sistemi adibiti allo smistamento della posta dove mandarla, quando è ad esempio
indirizzata a qualcuno@linux.bogus; nel nostro caso si tratta di mail.linux.bogus
o mail.friend.bogus. Il numero che precede ogni nome di macchina indica la priorità
del RR MX. Il RR con
il numero più basso (10) è quello che indica il mail server al quale, se possibile,
deve essere mandata la posta per primo. Se non funzionasse la posta potrà essere
spedita a un server con un numero più alto, un mail server secondario, ovvero
mail.friend.bogus che appunto ha priorità 20 nel nostro caso.
Fate ripartire named con ndc restart. Esaminate i risultati con nslookup:
$ nslookup
> set q=any
> linux.bogus
Server: localhost
Address: 127.0.0.1
linux.bogus
origin = ns.linux.bogus
mail addr = hostmaster.linux.bogus
serial = 199802151
refresh = 28800 (8 hours)
retry = 7200 (2 hours)
expire = 604800 (7 days)
minimum ttl = 86400 (1 day)
linux.bogus nameserver = ns.linux.bogus
linux.bogus preference = 10, mail exchanger = mail.linux.bogus.linux.bogus
linux.bogus preference = 20, mail exchanger = mail.friend.bogus
linux.bogus nameserver = ns.linux.bogus
ns.linux.bogus internet address = 192.168.196.2
mail.linux.bogus internet address = 192.168.196.4
Con un accurato esame scoprirete un bug (un errore). La linea
linux.bogus preference = 10, mail exchanger = mail.linux.bogus.linux.bogus
è sbagliata. Dovrebbe essere:
linux.bogus preference = 10, mail exchanger = mail.linux.bogus
Ho deliberatamente fatto quest'errore in modo che impariate da esso :-). Cercando
nel file di zona scopriremo che alla linea
MX 10 mail.linux.bogus ; Mail Exchanger Primario
manca un punto. Oppure che ha un 'linux.bogus' di troppo. Se un nome di macchina
non finisce con il punto nel file di zona, l'origine viene aggiunta alla sua
fine causando il doppione linux.bogus.linux.bogus. Dunque sia:
______________________________________________________________________
MX 10 mail.linux.bogus. ; Mail Exchanger Primario
______________________________________________________________________
oppure
_____________________________________________________________________
MX 10 mail ; Mail Exchanger Primario
______________________________________________________________________
è corretto. Io preferisco il secondo modo perché è più breve da scrivere. Ci
sono alcuni esperti di bind che non approvano, altri invece sì. Quindi in un
file di zona il dominio dovrebbe essere scritto per intero e fatto terminare
da un `.' o dovrebbe essere escluso del tutto, in questo caso verrebbe sostituito
dall'origine.
Devo stressarvi con la storia del file named.conf, non ci devono essere `.'
alla fine dei nomi di dominio. Non avete idea di quante volte un `.' di troppo
(o la sua assenza) abbia ingarbugliato le cose e confuso delle indiavolate persone.
Dunque ecco qua il nuovo file di zona, con qualche informazione extra messa
nel modo giusto:
______________________________________________________________________
;
; File di zona per linux.bogus
;
; Il file di zona completo
;
@ IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
199802151 ; # di serie, data di oggi + # di serie di oggi
8H ; refresh, secondi
2H ; retry, secondi
1W ; expire, secondi
1D ) ; minimum, secondi
;
TXT "Linux.Bogus, il proprio consulente DNS"
NS ns ; Indirizzo Inet del name server
NS ns.friend.bogus.
MX 10 mail ; Mail Exchanger Primario
MX 20 mail.friend.bogus. ; Mail Exchanger Secondario
localhost A 127.0.0.1
gw A 192.168.196.1
HINFO "Cisco" "IOS"
TXT "Il router"
ns A 192.168.196.2
MX 10 mail
MX 20 mail.friend.bogus.
HINFO "Pentium" "Linux 2.0"
www CNAME ns
donald A 192.168.196.3
MX 10 mail
MX 20 mail.friend.bogus.
HINFO "i486" "Linux 2.0"
TXT "DEK"
mail A 192.168.196.4
MX 10 mail
MX 20 mail.friend.bogus.
HINFO "386sx" "Linux 1.2"
ftp A 192.168.196.5
MX 10 mail
MX 20 mail.friend.bogus.
HINFO "P6" "Linux 2.1.86"
______________________________________________________________________
Ci sono un sacco di nuovi RR qua: HINFO (Host Information) è composto da due
parti, è buona cosa dividerle entrambe con le virgolette. La prima parte indica
l'hardware o la CPU della macchina, e la seconda parte il software o il S(istema)O(perativo)
della macchina. La macchina chiamata `ns' ha una CPU Pentium e Linux 2.0 come
SO. CNAME (Canonical Name) è un modo per dare a ogni macchina diversi nomi.
Così www è un alias per ns.
L'utilizzo del record CNAME è un po' controverso. Ma è bene seguire la regola
per cui un record MX, CNAME o SOA non dovrebbero mai riferirsi a un record CNAME,
dovrebbero far rifimento soltanto a qualcosa che abbia un record A, cioè non
è auspicabile avere
______________________________________________________________________
foobar CNAME www ; NO!
______________________________________________________________________
ma è corretto avere
______________________________________________________________________
foobar CNAME ns ; SÌ!
______________________________________________________________________
È anche consigliabile assumere che un CNAME non è un nome di host legale per
un indirizzo email: webmaster@www.linux.bogus è un indirizzo email illegale
generato dall'impostazione errata di cui sopra. Anche se per voi funziona, qualche
amministratore di server di posta vi farà rispettare questa regola. Il modo
per impedire tutto questo è usare un record A (o anche un record tipo MX):
______________________________________________________________________
www A 192.168.196.2
______________________________________________________________________
Alcuni maghi-dell'architettura-di-bind raccomandano di non usare CNAME per nulla.
Ma la discussione sul perché o sul perché no va oltre questo HOWTO.
Ma coma potrete notare, questo HOWTO e molti siti non seguono questa regola.
Caricate il nuovo database facendo ndc reload, questo imporrà a named di rileggere
i suoi file.
$ nslookup
Default Server: localhost
Address: 127.0.0.1
> ls -d linux.bogus
Questo fa sì che vengano elencati tutti i record, risulta così:
[localhost]
$ORIGIN linux.bogus.
@ 1D IN SOA ns hostmaster (
199802151 ; serial
8H ; refresh
2H ; retry
1W ; expiry
1D ) ; minimum
1D IN NS ns
1D IN NS ns.friend.bogus.
1D IN TXT "Linux.Bogus, your DNS consultants"
1D IN MX 10 mail
1D IN MX 20 mail.friend.bogus.
gw 1D IN A 192.168.196.1
1D IN HINFO "Cisco" "IOS"
1D IN TXT "Il router"
mail 1D IN A 192.168.196.4
1D IN MX 10 mail
1D IN MX 20 mail.friend.bogus.
1D IN HINFO "386sx" "Linux 1.0.9"
localhost 1D IN A 127.0.0.1
www 1D IN CNAME ns
donald 1D IN A 192.168.196.3
1D IN MX 10 mail
1D IN MX 20 mail.friend.bogus.
1D IN HINFO "i486" "Linux 1.2"
1D IN TXT "DEK"
ftp 1D IN A 192.168.196.5
1D IN MX 10 mail
1D IN MX 20 mail.friend.bogus.
1D IN HINFO "P6" "Linux 1.3.59"
ns 1D IN A 192.168.196.2
1D IN MX 10 mail
1D IN MX 20 mail.friend.bogus.
1D IN HINFO "Pentium" "Linux 1.2"
È buono. Come potete vedere somiglia un sacco allo stesso file di zona. Vediamo
cosa dice per www da solo:
> set q=any
> www.linux.bogus.
Server: localhost
Address: 127.0.0.1
www.linux.bogus canonical name = ns.linux.bogus
linux.bogus nameserver = ns.linux.bogus
linux.bogus nameserver = ns.friend.bogus
ns.linux.bogus internet address = 192.168.196.2
In altre parole, il vero nome diwww.linux.bogus è ns.linux.bogus, e vi da qualche
informazione a proposito di ns, abbastanza per connettervi ad esso se voi foste
un programma.
Ora siamo a metà strada...
4.3. La zona inversa (reverse zone)
Adesso i programmi possono convertire i nomi di linux.bogus negli indirizzi
a cui vorrebbero connettersi. Ma c'è bisogno anche della zona inversa, un DNS
tale da poter covertire un indirizzo in un nome. Questo nome è utile a un sacco
di server di diversi tipi (FTP, IRC, WWW e altri) per decidere se colloquiare
con voi o meno, e se si, anche quanta priorità dovrà essere assegnata loro.
Per un pieno accesso a tutti i servizi su Internet è richiesta una zona inversa.
Mettete questo in named.conf:
______________________________________________________________________
zone "196.168.192.in-addr.arpa" {
notify no;
type master;
file "pz/192.168.196";
};
______________________________________________________________________
È esattamente come per 0.0.127.in-addr.arpa, e i contenuti sono simili:
______________________________________________________________________
@ IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
199802151 ; # di serie, data di oggi + # di serie di oggi
8H ; Refresh
2H ; Retry
1W ; Expire
1D) ; Minimum TTL
NS ns.linux.bogus.
1 PTR gw.linux.bogus.
2 PTR ns.linux.bogus.
3 PTR donald.linux.bogus.
4 PTR mail.linux.bogus.
5 PTR ftp.linux.bogus.
______________________________________________________________________
Adesso fate ripartire named (ndc restart) e esaminate ancora il lavoro con nslookup
:
______________________________________________________________________
> 192.168.196.4
Server: localhost
Address: 127.0.0.1
Name: mail.linux.bogus
Address: 192.168.196.4
______________________________________________________________________
pare OK, elencate tutto per fare un esame accurato:
_____________________________________________________________________
> ls -d 196.168.192.in-addr.arpa
[localhost]
$ORIGIN 196.168.192.in-addr.arpa.
@ 1D IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
199802151 ; serial
8H ; refresh
2H ; retry
1W ; expiry
1D ) ; minimum
1D IN NS ns.linux.bogus.
1 1D IN PTR gw.linux.bogus.
2 1D IN PTR ns.linux.bogus.
3 1D IN PTR donald.linux.bogus.
4 1D IN PTR mail.linux.bogus.
5 1D IN PTR ftp.linux.bogus.
@ 1D IN SOA ns.linux.bogus. hostmaster.linux.bogus. (
199802151 ; serial
8H ; refresh
2H ; retry
1W ; expiry
1D ) ; minimum
______________________________________________________________________
Sembra buono! Se il vostro output non viene simile a questo guardate i messaggi
d'errore nel vostro syslog. Ho spiegato come farlo all'inizio del capitolo.
4.4. Qualche parola di avvertimento
Ci sono delle cose che a questo punto vorrei aggiungere. I numeri IP usati negli
esempi sono stati presi dai blocchi delle "reti private", cioè non è permesso
usarli esplicitamente su Internet. Per questo sono comodi da usare in un HOWTO.
La seconda cosa riguarda la linea notify no;. Dice a named che non deve notificare
al suo server secondario (slave, schiavo) quando riceve un aggiornamento di
uno dei suoi file di zona. In bind-8 named può notificare agli altri server
quando riceve un aggiornamento dei file di zona. Questo è utile nell'uso comune,
ma per gli esperimenti privati con le zone questa possibilità deve essere esclusa,
non vogliamo che i nostri esperimenti inquinino
Internet vero??
E naturalmente, questo dominio è veramente fasullo, e così tutti gli indirizzi
in esso. Per un vero esempio tratto dalla vita reale leggete il prossimo capitolo.
4.5. Perché non funziona il lookup inverso (reverse lookup)
Ci sono un paio di ``grattacapi'' che possono essere normalmente evitati quando
si fa il lookup sempre degli stessi nomi (o dei nomi per cui lo si fa più spesso)
quando si imposta la zona inversa. Prima che andiate avanti c'è bisogno che
il lookup inverso funzioni bene sul vostro nameserver. Se così non fosse, tornate
indietro e mettetelo a posto prima di continuare.
Discuterò due problematiche del lookup inverso viste dall'esterno della vostra
rete:
4.5.1. La zona inversa non è delegata
Quando chiedete a un provider di servizi un dominio e un intervallo di indirizzi
di rete, il dominio è normalmente delegato di conseguenza. Una delega è quel
record NS che tiene assieme il tutto, che vi permette di passare da un nameserver
all'altro come è stato spiegato nella sezione teorica di sopra. L'avete letta
vero? Se la zona inversa non vi funziona tornate indietro e leggetela. Ora.
Anche la zona inversa deve essere delegata. Se avete ottenuto la rete 192.168.196
con il dominio linux.bogus dal vostro provider di servizi, loro dovranno mettere
un record NS nella vostra zona inversa così come per la vostra zona di forward.
Se seguirete la catena partendo da in-addr.arpa fino alla vostra rete, probabilmente
troverete un'interruzione nella catena. Molto probabilmente a livello del vostro
service provider. Una volta scoperta l'interruzione contattate il provider e
chiedetegli di correggere l'errore.
4.5.2. Vi hanno dato una sottorete classless
Questo sarebbe un argomento un po' avanzato, ma le sottoreti classless (senza
classe) ormai sono molto comuni e probabilmente ne avete una a meno che non
siate un'azienda di media grandezza.
Una sottorete classless è ciò che oggi manda avanti Internet. Qualche anno fa
si è fatto molto rumore a causa della scarsità di numeri IP. Le brillanti persone
che lavorano al IETF (l'Internet Engineering Task Force, sono loro che mantengono
la funzionalità di Internet) unirono le loro menti e risolsero il problema.
Ma bisogna pagare un prezzo. Il prezzo è che avrete meno che una sottorete di
classe ``C'' e qualche cosa potrebbe non funzionare. Leggete per favore Ask
Mr. DNS at http://www.acmebw.com/askmrdns/00007.htm per una buona spiegazione
e per come trattare il problema.
L'avete letto? Non sto per spiegarlo quindi leggetelo.
La prima parte del problema è costituita dal fatto che il vostro ISP deve capire
la tecnica descritta da Mr. DNS. Non tutti i piccoli ISP hanno una chiara visione
di questa. Se sarà il caso dovrete spiegar loro come fare ed essere insistenti.
Ma anche voi assicuratevi di aver capito bene prima ;-). A questo punto loro
imposteranno una buona zona inversa sui loro server, e voi potrete esaminarla
correttamente con nslookup.
La seconda e ultima parte del problema è costituita dal fatto che voi dovete
comprendere la tecnica. Se non siete sicuri rileggetela ancora. Dopo potrete
impostare le zone inverse della vostra sottorete classless come descritto da
Mr. DNS.
Nei dontorni c'è un'altra trappola in agguato. I vecchi risolutori non sono
abilitati a sfruttare il trucco del CNAME nella catena della risoluzione e falliranno
nel tentativo di risolvere inversamente (reverse-resolving) la vostra macchina.
Questo problema può portare ad assegnare al servizio una scorretta classe di
accesso, all'accesso negato o a qualcosa del genere. Se inciampaste in un servizio
di questo tipo l'unica soluzione (che io conosca) è che il vostro ISP inserisca
direttamente nel suo file di zona truccato (il file relativo alla vostra zona
classless) il vostro record PTR anziché il record CNAME truccato (è un modo
per ingannare il DNS e per fargli accettare qualcosa per cui non è preparato).
Altri ISP offriranno diversi modi per risolvere questo problema, come dei form
via web (Web-based) che permettono di inserire i vostri dati sulla zona inversa,
oppure con altri sistemi "automagici".
5. Esempio di un vero dominio
Dove si elencano alcuni veri file di zona
Gli utenti mi hanno suggerito di includere un esempio reale di un dominio funzionante
come l'esempio di tutorial.
Utilizzo questo esempio col permesso concessomi da David Bullock di LAND-5.
Questi file risalgono al 24 Settembre 1996, successivamente vennero da me modificati
perché si adattassero alle restrizioni di bind 8 e perché comprendessero delle
estensioni. Questo implica che quello che leggerete qua differisce un po' da
quello che otterreste facendo una query sul nameserver di LAND-5.
5.1. /etc/named.conf (o /var/named/named.conf)
Qui troveremo le sezioni relative alle due zone inverse richieste: la rete 127.0.0,
e la sottorete LAND-5 206.6.177. Poi c'è la linea relativa alla zona di forward
per land-5, land-5.com. Si noti come i file siano stati sistemati nella directory
chiamata zone anziché in pz come ho fatto in questo HOWTO.
______________________________________________________________________
// Boot file for LAND-5 name server
options {
directory "/var/named";
};
zone "." {
type hint;
file "root.hints";
};
zone "0.0.127.in-addr.arpa" {
type master;
file "zone/127.0.0";
};
zone "land-5.com" {
type master;
file "zone/land-5.com";
};
zone "177.6.206.in-addr.arpa" {
type master;
file "zone/206.6.177";
};
______________________________________________________________________
Se aveste intenzione di usare queste righe nel vostro named.conf (ma solo per
gioco) PER FAVORE mettete ``notify no;'' nelle sezioni relative alle due zone
land-5 così da evitare incidenti.
5.2. /var/named/root.hints
Tenete a mente che questo è un file dinamico, e quello che c'è qua sarà vecchio.
È meglio che ne procuriate uno recente, con dig, come verrà presto spiegato.
______________________________________________________________________
; <<>> DiG 8.1 <<>> @A.ROOT-SERVERS.NET.
; (1 server found)
;; res options: init recurs defnam dnsrch
;; got answer:
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 10
;; flags: qr aa rd; QUERY: 1, ANSWER: 13, AUTHORITY: 0, ADDITIONAL: 13
;; QUERY SECTION:
;; ., type = NS, class = IN
;; ANSWER SECTION:
. 6D IN NS G.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS J.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS K.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS L.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS M.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS A.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS H.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS B.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS C.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS D.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS E.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS I.ROOT-SERVERS.NET.
. 6D IN NS F.ROOT-SERVERS.NET.
;; ADDITIONAL SECTION:
G.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.112.36.4
J.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 198.41.0.10
K.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 193.0.14.129
L.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 198.32.64.12
M.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 202.12.27.33
A.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 198.41.0.4
H.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 128.63.2.53
B.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 128.9.0.107
C.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.33.4.12
D.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 128.8.10.90
E.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.203.230.10
I.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.36.148.17
F.ROOT-SERVERS.NET. 5w6d16h IN A 192.5.5.241
;; Total query time: 215 msec
;; FROM: roke.uio.no to SERVER: A.ROOT-SERVERS.NET. 198.41.0.4
;; WHEN: Sun Feb 15 01:22:51 1998
;; MSG SIZE sent: 17 rcvd: 436
______________________________________________________________________
5.3. /var/named/zone/127.0.0
Solo lo stretto necessario, il record obbligatorio SOA, e un record che mette
in corrispondenza 127.0.0.1 con localhost. Entrambi sono richiesti. Non deve
esserci nient'altro in questo file. Probabilmente non ci sarà mai bisogno di
aggiornare questo file, a meno che non cambino gli indirizzi del nameserver
o hostmaster.
______________________________________________________________________
@ IN SOA land-5.com. root.land-5.com. (
199609203 ; Serial
28800 ; Refresh
7200 ; Retry
604800 ; Expire
86400) ; Minimum TTL
NS land-5.com.
1 PTR localhost.
______________________________________________________________________
5.4. /var/named/zone/land-5.com
Qui possiamo vedere il record obbligatorio SOA e i record NS richiesti. Si può
vedere che è presente un nameserver secondario in ns2.psi.net. Questo è come
dovrebbe essere, è bene avere sempre un server secondario fuori dalla vostra
rete che faccia da backup. Si può notare anche la presenza di un host principale
(master host) chiamato land-5 che si prende cura della maggior parte dei servizi
Internet, e questo è fatto tramite i record CNAME (alternativamente si possono
usare i record A).
Come si può vedere dal record SOA, il file di zona comincia con land-5.com,
la persona da contattare è root@land-5.com. Anche hostmaster è spesso utilizzato
per il responsabile di zona. Il numero seriale è nel formato standard yyyymmdd
(aaaammgg) con il numero che indica il giorno (todays serial number) a seguire.
Questa è forse la
sesta versione del file di zona del 20 settembre 1996. Ricordate che il serial
number deve essere incrementato in maniera monotonica, qui c'è solo una cifra
per i todays serial #, così dopo 9 volte che si è editato il file bisogna aspettare
il giorno successivo prima che si possa editarlo di nuovo. Comunque considerate
che si possono usare 2 cifre.
______________________________________________________________________
@ IN SOA land-5.com. root.land-5.com. (
199609206 ; serial, todays date + todays serial #
8H ; refresh, seconds
2H ; retry, seconds
1W ; expire, seconds
1D ) ; minimum, seconds
NS land-5.com.
NS ns2.psi.net.
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Exchanger
TXT "LAND-5 Corporation"
localhost A 127.0.0.1
router A 206.6.177.1
land-5.com. A 206.6.177.2
ns A 206.6.177.3
www A 207.159.141.192
ftp CNAME land-5.com.
mail CNAME land-5.com.
news CNAME land-5.com.
funn A 206.6.177.2
;
; Workstations
;
ws-177200 A 206.6.177.200
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177201 A 206.6.177.201
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177202 A 206.6.177.202
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177203 A 206.6.177.203
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177204 A 206.6.177.204
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177205 A 206.6.177.205
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
; {Many repetitive definitions deleted - SNIP}
ws-177250 A 206.6.177.250
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177251 A 206.6.177.251
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177252 A 206.6.177.252
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177253 A 206.6.177.253
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
ws-177254 A 206.6.177.254
MX 10 land-5.com. ; Primary Mail Host
______________________________________________________________________
Esaminando i nameserver di land-5 scoprirete che gli host hanno un nome del
tipo ws_numero. Con le ultime versioni di bind-4 named ha iniziato a porre delle
restrizioni sui caratteri che potevano essere usati nei nomi di host. In questo
HOWTO io ho sostituito '-' (dash, trattino) con '_' (underline) in modo da uniformarmi
alle regole di bind-8 per i nomi di host.
Un'altra cosa da notare è che le workstation non hanno nomi individuali, ma
un prefisso seguito dalle ultime due parti del numero IP. Usare delle convenzioni
simili può semplificare significativamente la manutenzione, ma può risultare
impersonale e in effetti potrebbe anche irritare i vostri clienti.
Vediamo anche che funn.land-5.com è un alias per land-5.com, ma ciò è fatto
tramite un record A, non con un record CNAME. Questo è un buon modo di procedere.
5.5. /var/named/zone/206.6.177
Commenterò questo file più sotto.
______________________________________________________________________
@ IN SOA land-5.com. root.land-5.com. (
199609206 ; Serial
28800 ; Refresh
7200 ; Retry
604800 ; Expire
86400) ; Minimum TTL
NS land-5.com.
NS ns2.psi.net.
;
; Servers
;
1 PTR router.land-5.com.
2 PTR land-5.com.
2 PTR funn.land-5.com.
;
; Workstations
;
200 PTR ws-177200.land-5.com.
201 PTR ws-177201.land-5.com.
202 PTR ws-177202.land-5.com.
203 PTR ws-177203.land-5.com.
204 PTR ws-177204.land-5.com.
205 PTR ws-177205.land-5.com.
; {Many repetitive definitions deleted - SNIP}
250 PTR ws-177250.land-5.com.
251 PTR ws-177251.land-5.com.
252 PTR ws-177252.land-5.com.
253 PTR ws-177253.land-5.com.
254 PTR ws-177254.land-5.com.
______________________________________________________________________
La zona inversa costituisce quella fase della configurazione che causa più grane.
Essa serve a ricavare il nome di un host dall'indirizzo IP di una macchina.
Esempio: voi siete un server IRC e accettate connessioni dai client IRC. Inoltre
siete un server IRC Norvegese a volete che queste connessioni provengano da
client Norvegesi o da altre nazioni Scandinave. Quando ricevete una richiesta
di connessione da un client la libreria C è in grado di dirvi il numero IP della
macchina che sta tentando la connessione, poiché il numero IP del client è contenuto
in ogni pacchetto che attraversa la rete. A questo punto potrete chiamare una
funzione chiamata gethostbyaddr che ricava il nome di un host a partire dal
suo indirizzo IP. Gethostbyaddr interrogherà un server DNS, il quale attraverserà
il DNS in cerca della macchina. Supponiamo che il client si connetta da ws-177200.land-5.com.
La libreria C presente nel server ricava il numero IP del client che tenta la
connessione, in questo caso è 206.6.177.200. Per scoprire il nome di questa
macchina bisogna prima scoprire 200.177.6.206.in-addr.arpa. Il server DNS troverà
prima i server arpa., poi troverà i server in-addr.arpa., seguendo il percorso
inverso passando per 206, poi per 6 e alla fine troverà il server responsabile
per la zona 177.6.206.in-addr.arpa presso LAND-5. Da questo finalmente si potrà
ricavare che in 200.177.6.206.in-addr.arpa c'è un record ``PTR ws-177200.land-5.com'',
e questo significa che il nome associato a 206.6.177.200 è ws-177200.land-5.com.
Come è stato detto per la spiegazione della ricerca (looking up) di prep.ai.mit.edu,
anche questa è leggermente fittizia.
Riprendiamo l'esempio del server IRC. Il server IRC accetta connessioni solo
da paesi Scandinavi, ovvero *.no, *.se, *.dk il nome ws-177200.land-5.com non
corrisponde a nessuno di questi ovviamente, e il server negherà la connessione.
Se non ci fosse la corrispondenza inversa (reverse mapping) di 206.2.177.200
tramite la zona in-addr.arpa il server sarebbe incapace di scoprire il nome
e avrebbe dovuto comparare 206.2.177.200 con *.no, *.se e *.dk, senza trovare
nessuna corrispondenza.
Alcune persone vi diranno che il mapping del lookup inverso è importante solo
per i server, o per nulla importante. Non è così: molti server ftp, news, IRC
e anche qualche server http (WEB) non accetteranno connessioni da macchine per
le quali non riescono a trovare il nome. E così il mapping inverso diventa di
fatto obbligatorio.
6. Manutenzione
Mantenerlo operativo
C'è un altro compito di manutenzione che dovete fare sui named, oltre a quello
di tenerli operativi. Consiste nel mantenere aggiornato il file root.hints.
Il modo più semplice è usare dig, fate partire dig senza argomenti, otterrete
root.hints in accordo col quello che c'è sul vostro server. Poi fate una richiesta
a uno dei root server elencati con dig @rootserver. Vedrete che l'output somiglierà
terribilmente al file root.hints. Salvatelo in un file (dig @e.root-servers.net
. ns >root.hints.new) e rimpiazzate il vecchio root.hints con questo.
Ricordate di fare reload di named dopo aver rimpiazzato il cache file.
Questo script mi è stato mandato da Al Longyear, può essere fatto partire automaticamente
per aggiornare root.hints, impostate una riga nel crontab che lo faccia partire
una volta al mese e dimenticatelo. Lo script assume che il vostro sistema di
posta funzioni e che l'alias di posta `hostmaster' sia definito. Dovrete editarlo
perché si conformi alle vostre esigenze.
______________________________________________________________________
#!/bin/sh
#
# Update the nameserver cache information file once per month.
# This is run automatically by a cron entry.
#
# Original by Al Longyear
# Updated for bind 8 by Nicolai Langfeldt
# Miscelanious error-conditions reported by David A. Ranch
# Ping test suggested by Martin Foster
#
(
echo "To: hostmaster <hostmaster>"
echo "From: system <root>"
echo "Subject: Automatic update of the root.hints file"
echo
PATH=/sbin:/usr/sbin:/bin:/usr/bin:
export PATH
cd /var/named
# Are we online? Ping a server at your ISP
case `ping -qnc 1 some.machine.net` in
*'100% packet loss'*)
echo "The network is DOWN. root.hints NOT updated"
echo
exit 0
;;
esac
dig @e.root-servers.net . ns >root.hints.new 2>&1
case `cat root.hints.new` in
*NOERROR*)
# It worked
:;;
*)
echo "The root.hints file update has FAILED."
echo "This is the dig output reported:"
echo
cat root.hints.new
exit 0
;;
esac
echo "The root.hints file has been updated to contain the following
information:"
echo
cat root.hints.new
chown root.root root.hints.new
chmod 444 root.hints.new
rm -f root.hints.old
mv root.hints root.hints.old
mv root.hints.new root.hints
ndc restart
echo
echo "The nameserver has been restarted to ensure that the update is complete."
echo "The previous root.hints file is now called
/var/named/root.hints.old."
) 2>&1 | /usr/lib/sendmail -t
exit 0
______________________________________________________________________
Qualcuno di voi potrebbe aver notato che il file root.hints è disponibile anche
in ftp da Internic. Per favore, non usate ftp per aggiornare root.hints, il
metodo sopra descritto è molto più amichevole per la rete, e per Internic.
7. Convertire dalla versione 4 alla versione 8
Questa era originariamente una sezione sull'uso di bind 8, scritta da Davie
E. Smith (dave@bureau42.ml.org). L'ho rivista in modo da conformarla al nuovo
nome della sezione.
Non c'è molto. Eccetto che per l'uso di named.conf al posto di named.boot, tutto
è identico. E bind8 è fornito con uno script perl che converte i file vecchio
stile nel nuovo. Esempio di named.boot (vecchio stile) per un name server che
fa solo da cache (caching-only):
______________________________________________________________________
directory /var/named
cache . root.hints
primary 0.0.127.IN-ADDR.ARPA 127.0.0.zone
primary localhost localhost.zone
______________________________________________________________________
Dalla linea di comando, nella directory bind8/src/bin/named (si assume che abbiate
la distribuzione dei sorgenti. Se avete il pacchetto dei binari lo script sarà
da qualche parte, comunque non so esattamente dove dovrebbe stare. -ed-), digitate:
______________________________________________________________________
./named-bootconf.pl < named.boot > named.conf
______________________________________________________________________
Il quale crea named.conf:
______________________________________________________________________
// generated by named-bootconf.pl
options {
directory "/var/named";
};
zone "." {
type hint;
file "root.hints";
};
zone "0.0.127.IN-ADDR.ARPA" {
type master;
file "127.0.0.zone";
};
zone "localhost" {
type master;
file "localhost.zone";
};
______________________________________________________________________
Questo script funziona per tutto ciò che potrebbe stare dentro un file named.boot,
sebbene non aggiunga tutti i miglioramenti e le nuove opzioni di configurazione
che bind8 supporta. Qui c'è un named.conf più completo, che fa le stesse cose
ma che è appena più efficiente.
______________________________________________________________________
// This is a configuration file for named (from BIND 8.1 or later).
// It would normally be installed as /etc/named.conf.
// The only change made from the `stock' named.conf (aside from this
// comment :) is that the directory line was uncommented, since I
// already had the zone files in /var/named.
options {
directory "/var/named";
datasize 20M;
};
zone "localhost" IN {
type master;
file "localhost.zone";
};
zone "0.0.127.in-addr.arpa" IN {
type master;
file "127.0.0.zone";
};
zone "." IN {
type hint;
file "root.hints";
};
______________________________________________________________________
Trovate questo file nella distribuzione di bind8, nella directory bind8/src/bin/named/test,
insieme a copie dei file di zona, che possono essere prese e usate immediatamente.
I formati dei file di zona e root.hints sono identici, così come i comandi per
aggiornarli.
8. Domande e risposte
Per favore leggete questa sezione prima di scrivermi in email.
1. Il mio named vuole il file named.boot
State leggendo l'HOWTO sbagliato. Leggete per favore la vecchia versione di
questo HOWTO, che tratta bind 5, presso http://www.math.uio.no/~janl/DNS/
2. Come si usa il DNS dall'interno di un Firewall?
Un indizio: forward only; probabilmemte avrete bisogno anche della riga
___________________________________________________________________
query-source port 53;
___________________________________________________________________
all'interno della parte ``options'' del file named.conf come suggerito nella
sezione-esempio ``Un name server caching only.''
3. Come fare in modo che il DNS distribuisca un servizio attraverso gli indirizzi
disponibili, tipo www.sito.occupato per ottenere un effetto di bilanciamento,
o simile??
Create numerosi record A per www.sito.occupato e usate bind 4.9.3 o successivo.
Poi sarà bind a far ruotare le risposte. Non funziona con le precedenti versioni
di bind.
4. Voglio impostare il DNS su una intranet (chiusa). Cosa devo fare?
Cancellerete il file root.hints e farete solo i file di zona. Questo significa
anche che non dovrete aggiornare i file di hint tutte le volte.
5. Come si imposta un name server secondario (slave)?
Se il server primario/master ha indirizzo 127.0.0.1 mettete una linea come questa
nel file named.conf del vostro secondario:
___________________________________________________________________
zone "linux.bogus" {
type slave;
file "sz/linux.bogus";
masters { 127.0.0.1; };
};
___________________________________________________________________
Potrete elencare numerosi master server alternativi, la zona può essere copiata
da dentro la lista masters, separata da ';'.
6. Vorrei bind in esecuzione quando mi disconnetto dalla rete.
Ci sono quattro articoli che riguardano questo:
· Specifico per bind 8, Adam L. Rice mi ha mandato questa email, su come far
funzionare tranquillamente il DNS su una macchina dial-up:
Ho scoperto che con le ultime versioni di BIND questo [<em/mischiare i file,
-ed/] non è più necessario. C'è una direttiva "forward" oltre a quella "forwarders"
che controlla come queste vengono usate. L'impostazione di default è "forward
first", la quale prima chiede a ognuno dei forwarder, e poi se il tentativo
fallisce, prova
da sola a fare il lavoro seguendo un normale approccio. Questo implica un normale
comportamento di gethostbyname() e impiega una quantità spropositata di tempo
quando il link non è attivo. Ma se "forward only" è l'impostazione
scelta, allora BIND si blocca quando non riesce a ottenere una risposta dai
forwarders, e gethostbyname()
si ferma immediatamente. Quindi in questo caso non c'è bisogno di smanettare
con i file di /etc e di far ripartire il server.
Per quanto mi riguarda, ho solo aggiunto le linee
forward only;
forwarders { 193.133.58.5; };
nella sezione opzioni { } del mio file named.conf. Tutto ciò funziona veramente
bene. L'unico svantaggio è che questo riduce un software incredibilmente complicato
per il DNS allo stato di una stupida cache. In un certo senso, io vorrei solo
far fuzionare una stupida cache al posto del DNS, ma ciò non sembra essere altro
che un pezzo di software disponibile per Linux.
· Ho ricevuto questa mail da Ian Clark <ic@deakin.edu.au> dove egli spiega
come affronta il problema:
Faccio partire named sulla mia macchina che fa servizio di 'Masquerading' (mascheramento).
Ho due file root.hints, uno chiamato root.hints.real che contiene i veri nomi
dei root server e l'altro chiamato root.hints.fake che contiene...
----
; root.hints.fake
; this file contains no information
----
Quando vado off line copio il file root.hints.fake su root.hints e faccio ripartire
named.
Quando vado on line copio root.hints.real su root.hints e faccio ripartire named.
Tutto ciò viene eseguito da ip-down e ip-up rispettivamente.
La prima volta che faccio una richiesta (query) off line, named non avendo dettagli
su di essa lascia una riga simile a questo messaggio...
Jan 28 20:10:11 hazchem named[10147]: No root nameserver for class IN
con la quale posso convivere.
Questo per me funziona certamente. Posso usare il nameserver per le macchina
locali quando sono fuori dalla rete senza il ritardo del timeout per i nomi
di dominio esterni e mentre sono collegato alla rete le richieste (query) per
i domini esterni funzionano normalmente.
· Ho ricevuto anche informazioni su come bind intergisce con NFS e con il portmapper
su una macchina generalmente offline da Karl-Max Wanger:
Sono abituato a eseguire il mio named su tutte le mie macchine che solo occasionalmente
sono connesse a Internet via modem. Solo il nameserver fa da cache, esso non
ha un'area di autorità e chiede qualunque cosa ai nameserver del file root.cache.
Come è prassi comune con Slackware, viene fatto partire prima di nfsd e mountd.
Con una delle mie macchine (un notebook Libretto 30), avevo il problema che
qualche volta avrei voluto fare il mount di essa da un altro sistema connesso
alla mia rete locale, ma la maggior parte delle volte non funzionava. Avevo
lo stesso effetto usando indistintamente PLIP, una scheda ethernet PCMCIA o
il PPP su una interfaccia seriale.
Dopo qualche supposizione e esperimento scoprii che apparentemente named incasinava
il processo di registrazione con portmapper che nfsd e mountd devono fare all'avvio
(faccio partire questi demoni all'avvio come al solito). Eseguire named dopo
nfsd e mountd elimina completamente questo problema.
Anche se non ci sono svantaggi da attendersi da una sequenza di boot così modificata,
vorrei consigliare a tutti di farla in questo modo per prevenire potenziali
problemi.
· Infine, ci sono delle informazioni stile HOWTO su questo argomento presso
Ask Mr. DNS at http://www.acmebw.com/askmrdns/#linux-dialup. Siccome sono a
proposito di bind 4, dovrete adattare quello che dice a bind 8.
7. Il caching name server memorizza la sua cache? C'è un modo per controllare
la dimensione della cache?
La cache è completamente immagazzinata in memoria, non verrà mai scritta sul
disco in nessuna occasione. Ogni volta che si blocca named (con il comando 'kill')
la cache è persa. La cache non è controllabile in alcun modo. Named la gestisce
in accordo a qualche semplice regola e basta. Non potete controllare la cache
o la sua dimensione in nessun modo per nessuna ragione. Se questo non vi andasse
bene potrete sempre cercare di modificare named andando ad agire sul codice
sorgente di esso. Non è comunque un'operazione raccomandabile.
8. Named salva la cache fra un riavvio e l'altro? Posso fare in modo che la
salvi?
No, named non salva la cache quando si ferma. Questo significa che la cache
deve essere ricostituita ogni volta che fermate e fate ripartire named. Non
c'è modo di salvare la cache in un file. Se questo non vi andasse bene potrete
sempre cercare di modificare named andando ad agire sul codice sorgente di esso.
Non è comunque un'operazione raccomandabile.
9. Come si ottiene un dominio? Io vorrei impostare il mio dominio chiamato (ad
esempio) linux-rules.net. Come posso avere il dominio che vorrei mi fosse assegnato?
Contattate per favore il vostro provider di servizi di rete. Loro sapranno aiutarvi
in questo. Sappiate che in molte parti del mondo ci sarà bisogno di pagare per
avere un dominio.
9. Come diventare un grande amministratore DNS
Documentazione e strumenti
Esiste della vera documentazione. Sia online che su carta stampata. La lettura
di buona parte di essa è necessaria per fare il passo dall'amministratore DNS
a tempo perso a quello a tempo pieno. Su carta stampata il libro è DNS and BIND
di C. Liu and P. Albitz edito dalla O'Reilly & Associates, Sebastopol, CA,
ISBN 0-937175-82-X. Io l'ho letto, è eccellente, anche se basato su bind 4,
ma questo non è un grosso problema. C'è anche una sezione sul DNS sul libro
TCP/IP Network Administration, di Craig Hunt edito dalla O'Reilly..., ISBN 0-937175-82-X.
Un altro ``must'' per la Buona amministrazione DNS (e buono per qualsiasi altra
cosa) è Zen and the Art of Motorcycle Maintenance (Lo Zen e l'arte della manutenzione
della motocicletta) di Robert M. Pirsig :-) Disponibile come ISBN 0688052304
e altri.
Online troverte della roba presso <http://www.dns.net/dnsrd/> (DNS Resources
Directory), <http://www.isc.org/bind.html>; una FAQ, un manuale di riferimento
(BOG; Bind Operations Guide) oltre che documenti, definizioni di protocolli
e trucchi (hacks) sul DNS (di questi, la maggior parte, se non tutti, e alcune
delle RFC elencate sotto, sono anche contenuti nella distribuzione di bind).
Io non ho letto tutto, e infatti non sono un amministratore DNS a tempo pieno.
Arnt Gulbrandsen invece ha letto la BOG ed è rimasto meravigliato da essa :-).
Il newsgroup comp.protocols.tcp-ip.domains è relativo al DNS. Inoltre come aggiunta
a tutto questo ci sono numerose RFC sul DNS, le più importanti sono probabilmente
queste:
RFC 2052
A. Gulbrandsen, P. Vixie, A DNS RR for specifying the location of services (DNS
SRV), ottobre 1996
RFC 1918
Y. Rekhter, R. Moskowitz, D. Karrenberg, G. de Groot, E. Lear, Address Allocation
for Private Internets, 29/02/1996.
RFC 1912
D. Barr, Common DNS Operational and Configuration Errors, 28/02/1996.
RFC 1912 Errors
B. Barr Errors in RFC 1912, this is available at <http://www.cis.ohio-state.edu/~barr/rfc1912-errors.html>
RFC 1713
A. Romao, Tools for DNS debugging, 03/11/1994.
RFC 1712
C. Farrell, M. Schulze, S. Pleitner, D. Baldoni, DNS Encoding of Geographical
Location, 01/11/1994.
RFC 1183
R. Ullmann, P. Mockapetris, L. Mamakos, C. Everhart, New DNS RR Definitions,
08/10/1990.
RFC 1035
P. Mockapetris, Domain names -- implementation and specification, 11/01/1987.
RFC 1034
P. Mockapetris, Domain names -- concepts and facilities, 11/01/1987.
RFC 1033
M. Lottor, Domain administrators operations guide, 11/01/1987.
RFC 1032
M. Stahl, Domain administrators guide, 11/01/1987.
RFC 974
C. Partridge, Mail routing and the domain system, 01/01/1986.
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