![]() Sembra che ultimamente ci sia un boom di sistemi operativi, pronti a contrastare il dominio di Microsoft sul mercato. Se Linux si dimostra un temibile concorrente e Lindows la migliore alternativa mai realizzata, in pochi sono a conoscenza dell'esistenza di QNX. La QNX Software Systems Limited (QSSL) viene fondata nel 1980 da Gordon Bell e Dan Dodge per sviluppare e lanciare sul mercato un innovativo sistema operativo in "Real Time": QNX. Il primo prototipo funzionante di QNX gira su due macchine collegate insieme, basate rispettivamente su di un 8088 ed un 6809 ed in origine il sistema operativo venne chiamato "QUNIX" una contrazione delle parole "Quick Unix"; tale nome viene poi cambiato in "QNX" a seguito di una lettera dei legali della AT&T che non aveva gradito la cosa. Inizialmente questo sistema operativo
viene sviluppato con lo scopo di gestire macchinari adibiti ai trattamenti di
cura negli ospedali. Questo ovviamente rappresenta la garanzia di avere sottomano
un sistema operativo che non si blocca MAI. L'interfaccia grafica è
quella standard che conosciamo per tutti i sistemi operativi e la sua installazione
è oltremodo semplice. La grandezza del pacchetto installante raggiungere
i 20 Mb e al momento dell'installazione (possibile anche da Windows) possiamo
scegliere l'entità della memoria di allocazione su disco fisso che QNX
andrà ad occupare. Un altro punto che gioca a favore di QNX è l'installazione delle periferiche. Se Windows necessita di driver e Linux ha bisogno che indichiate l'hardware, QNX riconoscere tutto da solo e automaticamente. All'avvio di QNX infatti il sistema operativo cercare in modo velocissimo tutte le periferiche disponibili. I componenti hardware del sistema vengono riconosciuti immediamente mentre tutte le periferiche che necessitano di essere attivate per il loro funzionamento (come modem per porta seriale, masterizzatori esterni, drive esterni e compagnia bella) dovranno essere accesi per poter essere riconosciuti. Il modem è l'unico componente che è necessario settare e tale setting, si limiterà all'impostazione delle informazioni di connessione al server e il gioco è fatto. L'interfaccia grafica è molto ben fatta e non dispone di oggetti sul desktop a momento dell'avvio. Abbiamo un bel menù con un sacco di funzioni principali piazzato sulla sinistra dello schermo, dal quale possiamo anche vedere quanta RAM viene occupata (vedrete una vaga linea), e l'impiego del processore. Ovviamente gli utenti hanno accessi diversi al sistema come per Linux. Chi opera da ROOT ha la possibilità di gestire setting del sistema operativo e delle periferiche, o per meglio dire: ha il pieno controllo del sistema operativo. Se accediamo a QNX come USER allora le nostre funzioni si limiteranno alle sole funzioni base, senza possibilità di salvare le impostazioni. Il software disponibile è ben fatto e troviamo un po' di tutto. Un editor di testo, browser di immagini, lettore multimediale (legge anche MP3), un browser per navigare e un programma di gestione della posta elettronica. Ovviamente possiamo importare i dati dal file system di Windows nel nostro ambiente QNX. L'operazione da eseguire sarà quella di andare a prendere la cartella di residenza di Windows da QNX che visualizzerà nomi e struttura identica a come la conoscete; selezioniamo il file da importare, la cartella di destinazione e quindi copiare. Quindi i nostri brani MP3 su Windows possono essere importati ed eseguiti senza problemi su QNX. Il browser disponibile codifica ottimamente il java, ma non sembra disporre di supporto per le lingue straniere, quindi visualizzare russo, arabo o giapponese risulta alquanto complicato. Qualche problemino di visualizzazione potrebbe anche essere dato dai font, visto che quelli su QNX sono pochi e molti di essi non rappresentano davvero un standard. Possiamo trovare il classici Times New Roman, Arial, Verdana (il font proprio del sistema operativo) e tanti altri che conoscete, ma tanti altri poco conosciuti. Qualche problema potrebbe esserci ancora per noi italiani visto che la tastiera perde il codice italiano assumendo quello statunitense (ve ne accorgerete quando andrete a digitare una @). Anche per quanto riguarda il mouse non vi sono particolari settaggi disponibili, né tanto meno la possibilità di modificare la codifica della tastiera, la velocità di ripetizione e tante altre piccolezze. Probabilmente le funzioni saranno nascoste, ma neanche nella guida in linea se andiamo a digitare "mouse" o "keyboard" non troviamo nessuna voce di aiuto. Certo sono piccolezze se ricordiamo che il sistema operativo è stato creato concettualmente snello e per questo possono mancare molte "raffinatezze" che si fanno sentire pesanti. Altro software (gratuito), font, informazioni e guide le possiamo trovare direttamente sul sito ufficiale di QNX. Da qui possiamo scaricare il nostro software in pacchetti e installare tramite apposita interfaccia (come in Linux). È interessante vedere come sia anche disponibile una versione deno del sistema, pronto per l'installazione, da 1.44 Mb che sta giusto giusto su un floppy e già è di per sé molto completa anche se le impostazioni dello schermo sono molto limitate come i colori che mette a disposizione, e molte altre funzioni sono assenti. Da notare però che anche con questa versione "ultralight", potrete collegarvi a Internet senza problemi anche se la visualizzazione del Java dà qualche problema e non è possibile salvare nulla. Ma va più che bene per vedere se QNX è di nostro gradimento. E questa è una soluzione davvero interessante. La prima volta che l'ho visto non credevo ai miei occhi: mi è bastato mettere il floppy nel drive A e resettare il PC. Il computer ha poi fatto il boot dal dischetto, riconosciuto come già detto tutte le principali periferiche connesse, compreso il modem ed infine è comparsa una schermata che ha chiesto la risoluzione video. Da questo momento si è
potuto tranquillamente levare il floppy dal drive: tutto funzionava in un drive
virtuale creato in memoria. L'hard disk non è stato minimamente sfiorato.
Certo che la versione oggi disponibile, la "QNX Neutrino RTOS version 6.2" richiede almeno un Pentium III a 650 MHz con 128MB RAM ed 1 Giga di spazio su disco, ma la versione demo permette numerosi possibili utilizzi: basti pensare alla possibilità di navigare in Internet su un computer in cui non è installato l'accesso remoto, l'Internet Explorer o il Netscape o magari nemmeno Windows. Se poi si ha a che fare con un vecchio 386, con poca memoria... Insomma vista la semplicità di installazione, la possibilità di provarlo senza intaccare minimamente il nostro sistema preesistente o ilnostro hard disk, vi consigliamo vivamente di darci un'occhiata per scoprire cosa vuol dire utilizzare un sistema operativo "Real Time", un sistema la cui principale caratteristica è quella di rispondere in pochi millisecondi in modo tempestivo e determinato ad un avvenimento verificatosi. © GnomixLand http://www.gnomixland.com/ |